Solo a scopo educativo; non costituisce consulenza né raccomandazione d’investimento. Gli investimenti possono comportare perdite.
Risposta diretta
Un indice di mercato è una misurazione basata su regole di un gruppo selezionato di titoli. Non è una società, una borsa valori, un fondo o un titolo a sé stante. Il fornitore dell’indice definisce quali titoli sono idonei, come vengono ponderati, come vengono gestite le azioni societarie e come viene calcolato il livello.
Gli indici vengono utilizzati come indicatori di mercato, benchmark e riferimenti per ETF, fondi comuni di investimento, futures, opzioni e rendiconti sulla performance. Indici diversi possono descrivere parti diverse dello stesso mercato; perciò, quando si afferma che «il mercato è salito», occorre sempre specificare l’indice e la relativa metodologia.
Meccanismo
Una metodologia di indice solitamente risponde a quattro domande:
- Universo: quale borsa valori, paese, settore, dimensione o tipo di titolo è idoneo?
- Selezione: quali titoli sono inclusi e quando vengono revisionati?
- Ponderazione: i componenti sono ponderati in base alla capitalizzazione di mercato, alla capitalizzazione di mercato corretta per il flottante, al prezzo, alla parità di peso o ad un’altra regola?
- Versione del rendimento: l’indice mostra solo il rendimento da prezzo oppure il rendimento totale, comprese le distribuzioni reinvestite?
L’S&P 500 è ampiamente utilizzato come benchmark azionario statunitense a grande capitalizzazione ed è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato corretta per il flottante. Il Nasdaq-100 replica grandi società non finanziarie quotate al Nasdaq e presenta una forte esposizione a società growth e legate alla tecnologia. Il Dow Jones Industrial Average comprende solo 30 titoli ed è ponderato in base al prezzo, quindi i titoli con prezzi elevati hanno più influenza di quanto il loro valore di mercato, da solo, implicherebbe.
Esempio
Supponiamo che un indice abbia tre società:
| Società | Peso | Rendimento |
|---|---|---|
| A | 60% | +2% |
| B | 25% | -1% |
| C | 15% | 0% |
Il rendimento approssimativo dell’indice è:
60% × 2% + 25% × -1% + 15% × 0% = 0,95%
L’indice sale anche se un componente scende e l’altro è piatto. Se gli stessi tre titoli avessero lo stesso peso, il risultato sarebbe:
(2% − 1% + 0%) ÷ 3 = 0,33%
Stesse azioni, regole diverse, rendimento dell’indice diverso.
Rischi
- Rischio di concentrazione: un indice ampio può essere dominato da pochi grandi componenti.
- Rischio metodologico: regole, ammissibilità e ribilanciamento possono modificare l’esposizione.
- Rischio legato alla versione del rendimento: il rendimento da prezzo e il rendimento totale non sono la stessa cosa.
- Disallineamento del benchmark: un portafoglio può essere confrontato con l’indice sbagliato.
- Confusione sul prodotto: acquistare un ETF o un fondo non equivale ad acquistare l’indice, che è soltanto un valore calcolato.
- Rischio legato ai titoli di stampa: etichette mediatiche come “Nasdaq” possono riferirsi a indici diversi.
Errori comuni
“Un indice può essere acquistato direttamente.” Gli investitori acquistano fondi, derivati o altri prodotti collegati a un indice.
“Più componenti significano sempre maggiore diversificazione.” La ponderazione e la concentrazione settoriale possono ancora dominare il rischio.
“Il Dow, l’S&P 500 e il Nasdaq-100 misurano la stessa cosa.” Utilizzano universi di selezione e regole di ponderazione diversi.
“L’inclusione nell’indice significa che una società è consigliata.” L’inclusione segue la metodologia; non è un parere di investimento.
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Fonti autorevoli
- Investor.gov: definizione dell’indice di mercato e formazione degli investitori.
- Indici S&P Dow Jones: indice S&P U.S. e metodologia Dow Jones Average.
- Nasdaq: metodologia Nasdaq-100.