Solo a scopo educativo; non costituisce consulenza né raccomandazione d’investimento. Gli investimenti possono comportare perdite.
Risposta diretta
EV/EBITDA confronta il valore d’impresa (Enterprise Value) di un’azienda con i suoi utili prima di interessi, tasse, svalutazione e ammortamento.
EV/EBITDA = valore d’impresa ÷ EBITDA
Il rapporto viene spesso utilizzato per le aziende in cui i livelli di debito, le aliquote fiscali, le politiche di ammortamento o il finanziamento delle acquisizioni possono rendere meno pulito il confronto prezzo-utili.
Come funziona
Il valore d’impresa parte dalla capitalizzazione di mercato, aggiunge il debito e altri diritti analoghi e sottrae la liquidità. L’EBITDA misura il risultato operativo prima degli oneri finanziari, delle imposte, del deprezzamento e dell’ammortamento. L’abbinamento dei due allinea meglio numeratore e denominatore alla stessa prospettiva aziendale.
Il multiplo è più utile quando le aziende hanno modelli di business, politiche contabili, trattamento dei leasing, intensità di capitale e ciclicità comparabili. Gli analisti utilizzano spesso l’EBITDA degli ultimi dodici mesi, l’EBITDA prospettico o l’EBITDA normalizzato; tali scelte possono produrre risultati molto diversi.
Poiché l’EBITDA viene spesso presentato come una misura non GAAP, è necessario verificare la riconciliazione con i risultati GAAP. Aggiustamenti ripetuti, compensi basati su azioni, costi di ristrutturazione e costi di acquisizione possono modificare il significato del denominatore.
Esempio
Una società ha una capitalizzazione di mercato di 10 miliardi di dollari, un debito di 3 miliardi di dollari e una liquidità di 1 miliardo di dollari.
EV = US$10B + US$3B - US$1B = US$12B
Se l’EBITDA degli ultimi dodici mesi è pari a 1,2 miliardi di dollari:
EV/EBITDA = US$12B ÷ US$1.2B = 10.0x
Quel multiplo di 10,0x non è un verdetto di per sé. Va confrontato con società simili, con la storia dell’azienda, con la crescita prevista, con i margini, con le esigenze di spesa in conto capitale, con il rischio di bilancio e con la qualità degli aggiustamenti dell’EBITDA.
Rischi
- Le spese in conto capitale sono nascoste: L’EBITDA aggiunge l’ammortamento, ma la sostituzione delle attività potrebbe comunque richiedere liquidità.
- La qualità del debito è importante: due società possono avere lo stesso multiplo, ma scadenze del debito e rischi di rifinanziamento molto diversi.
- Rischio di picco ciclico: l’EBITDA in prossimità della parte superiore di un ciclo può far sembrare il multiplo artificialmente basso.
- Rischio di aggiustamento: l’EBITDA rettificato definito dalla società può escludere costi che si ripetono nella pratica.
- Disallineamento settoriale: le banche e gli assicuratori di solito necessitano di metodi di valutazione diversi perché il debito fa parte delle operazioni.
Errori comuni
Un EV/EBITDA basso non significa automaticamente che un titolo sia economico.
L’EV/EBITDA non è un multiplo del flusso di cassa a meno che le spese in conto capitale di manutenzione, il capitale circolante e le tasse non vengano analizzati separatamente.
Il rapporto non è direttamente comparabile quando un’azienda capitalizza i costi, ricorre ampiamente al leasing, detiene liquidità vincolata o segnala aggiustamenti aggressivi che i concorrenti non applicano.
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Fonti autorevoli
- SEC (Securities and Exchange Commission, autorità statunitense di vigilanza sui mercati finanziari): guida alle misure relative a rendiconti finanziari, 10-K e non GAAP.